Chevel Interview

 •  0

By

– Ciao Dario, sono lieto di poterti fare alcune domande per differentgrooves
Com è iniziata questa stagione invernale 2012 / 2013 ? Vedo che hai già iniziato a suonare ad alcuni party e sopratutto sei partito in bomba con il tuo progetto Enklav.
Il piacere è mio Matteo.
La stagione è iniziata al meglio direi, sono molto concentrato e l’inverno è la mia stagione preferita. Mi permette di essere molto produttivo e contemplativo.

– Si di sicuro in estate abbiamo la testa altrove e il caldo di certo non aiuta – forse è banale come cosa, ma la stagione invernale si rispecchia e si riflette sulle sonorità che proponi con i tuoi brani?
Direi di sì, anche se ho cominciato a differenziare i vari progetti. Se restassi senza produrre musica potrei diventare distruttivo quindi questa estate l ho dedicata ad un tipo di sound differente, per non fermarmi. Il progetto si chiamerà “Monday Night Records” e sarà una serie di white labels.
L’inverno rimane comunque il periodo che prediligo per il mio lavoro. Riesco a connettermi di più con me stesso e questo di certo si riflette nelle sonorità che propongo con maggiore convinzione, come ad esempio i lavori per Enklav, Non Series e futuri progetti.

– Interessante, non trovi un pò rischioso stampare dischi in vinile in questo periodo un pò “grigio” (per non dire nero) dell’economia?
E’ sicuramente un rischio ma il vinile è il formato che amo di più in assoluto per ascoltare, suonare e distribuire la musica quindi credo che rischiare e mettersi in gioco ne valga la pena. Inoltre ho letto che nel 2011 c è stata una crescita di vendite di vinili del 40%, il che fa ben sperare.

– Capisco, condivido la tua scelta, amo anche io i dischi in vinile! Ritornando alla domanda precedente, la città in cui abiti, Treviso, (escludendo il clima invernale) essa riesce ad offrirti spunti sufficienti per alimentare la tua creatività, oppure ti ritrovi a viaggiare in altri luoghi o città?
Treviso non offre praticamente nulla a livello musicale. L’unico negozio di dischi in cui andavo anni fa è stato rimpiazzato da un’estetista per unghie, per farti un esempio. Questa condizione però può essere invertita ed interpretata a mio favore: la mancanza di una “scena” mi da la spinta per venire ogni giorno in studio e registrare senza troppe distrazioni intorno a me, è cool tutto sommato per me e i miei amici fino ad ora. Ad ogni modo in questo preciso istante sento di dover tornare a Berlino, dove ho già vissuto per oltre un anno nel 2008 e ampliare la mia conoscenza musicale.

– Te lo chiedo così un pò a bruciapelo, ma ti trasferiresti definitivamente a Berlino?
Sto valutando di studiare ingegneria del suono alla SAE, hanno finalmente attivato i corsi in inglese nella sede berlinese. Ciò significa che per un periodo tra i 2 e i 3 anni sarò lì.

– Una scelta di vita abbastanza importante, anche per intraprendere quel percorso di studi, che magari non offrirà grandi sbocchi lavorativi, non trovi?
Non credo. Ci sarà sempre il bisogno di ballare e ascoltare musica, è così da migliaia di anni ed è assolutamente necessario alla nostra evoluzione. Non vedo perchè dovrebbe cambiare proprio ora che sto vivendo io. Sono troppo ottimista? (ride)

– “L’ottimismo è il profumo della vita” veniva detto in una celebre pubblicità; ma non si sa mai, sai come è, al giorno d’oggi ci son fin troppe carte in gioco per qualsiasi cosa 😉 Sei interessato ad un piano di studi che riguarda l’ingegneria del suoni, quale è stato invece il tuo approccio nel comporre musica?
Hai ragione. Per quanto riguarda il comporre musica, inizialmente è stato molto basilare e poco consapevole, principalemente usavo vari softwares marci. Col tempo invece ho cominciato a studiare composizione classica/contemporanea e sono diventato ossessionato con tutto ciò che riguarda tecnologia e musica elettronica.

– Parlando poco con te tempo fa ti facevo notare che mi ero accorto che per i tuoi brani usi sostanzialmente hardware, qual è la cosa, l’interesse o la motivazione che ti ha portato verso il mondo dell’analogico?
La noia. Mi annoiavo troppo davanti ad uno schermo. Ho la necessità di toccare gli strumenti e sentire che ad ogni mio movimento corporale corrisponde un cambiamento del suono secondo una conseguenza logica. Ad esempio se apro e chiudo un filtro devo sentire che sta succedendo, in maniera immediata, senza dover mappare i controller o usare il mouse! Inoltre, il suono dell’analogico è impossibile da replicare. Con questo comunque non voglio denigrare il digitale che per certe cose è indispensabile. Penso al campionamento, la sintesi granulare e così via.

– C’è uno strumento in particolare che prediligi o preferisci usare in studio?
Il mio corpo (ride). Battute a parte, questo inverno credo sarò molto preso dal synth modulare. Ci sono molti moduli interessanti al giorno d’oggi.

– Immagino, è un mondo da scoprire pure quello..! Cosa vuoi dirci riguardo ai tuoi prossimi lavori o uscite discografiche?
Uscirà il mio primo album, composto di 12 tracce il 26 Novembre sulla mia etichetta digitale Enklav, che hai già avuto modo di sentire.
Il 4 Dicembre uscirà un EP in vinile per Non Series, composto di 4 tracce.
Poi c è il Monday Night Records 001, sempre in questo periodo.
Il 2013 però sarà ancora più interessante ma non me la sento di sbilanciarmi ora, posso dire che però farò una terza e definitiva label e sarò molto molto selettivo.

– Come mai l’idea di pubblicare un album? Hai avuto una particolare idea di fondo o ispirazione nel preparare ciò? Ci sono diversi bei brani all’interno, uno dei miei preferiti è “Apply Within”!
L’idea è nata perchè negli ultimi due anni ho registrato centinaia di tracks e ho sentito il bisogno di renderle pubbliche per vederle sotto un’altra prospettiva ed evolvermi. Nel caso dell’album “Apply Within”, lo sento come una compilation di brani con lo stesso mood, ma cronologicamente parlando è piuttosto disparato, appunto.
L’omonima traccia “Apply Within” è anche tra le mie preferite, credo la più vera e introspettiva. L ho registrata infatti in un periodo molto particolare e interessante della mia vita.
Sento che i futuri progetti seguiranno la linea di questa track, a livello di sonorità, attitudine e ispirazione.

– Si in effetti si sente una vera e propria differenza in questo pezzo, quasi una sorta di distacco rispetto alle altre…
Mi fa piacere che anche tu abbia percepito questa differenza.

– Una tua opinione sul futuro della techno music?
Per quanto riguarda il futuro della techno, è una domanda a cui non saprei rispondere con molta precisione. Posso solo darti una mia impressione; sento molti dischi là fuori, miei compresi, che suonano come una rivisitazione della prima techno direi. Non è affatto male come sound, rispetto a tanta spazzatura che abbiamo dovuto attraversare in passato ma io personalmente cercherò un’evoluzione ora. Credo ci sia bisogno di una techno più intima, introspettiva e comunicativa rispetto ad una techno strettamente legata al peak time.

– Grazie per questa intervista e per averci espresso le tue idee ed opinioni!
Grazie a te Matteo e a DifferentGrooves, a presto!

English translation

– Hi Dario, i’m glad to ask you few questions for Differentgrooves.com
How did this winter season 2012/2013 begin? I can see you started playing at some parties and your label Enklav started very well.
Pleasure is mine, Matteo.
The season started at its best I guess. I’m very focussed and winter is my favourite period of the year. I can be really productive and contemplative.

– Sure. During summer we think about other things and heat doesn’t help.
Maybe it can sound trivial but does winter reflect on the sound of your tracks?
I would say yes, but I’ve started distinguishing between my various projects. Without producing music I could become a very destructive person, so this summer I dedicated myself to a different kind of production. This project is called “Monday Night Records” and it will be a white-label kind of thing.
Winter still remains the period I love for my work. I can connect more within myself and this reflects on the sounds I believe more in, like my works for Enklav, Non Series and future stuff.

– Interesting; don’t you find to release vinyl to be a bit risky during this grey (not to say black) period of world economy?
It surely is a risk but vinyl is the medium that I love the most to listen, play and distribute music so I believe taking a risk is worth it. Other than that, I read in 2011 there was a 40% growth in vinyl sales, which gives us hope.

– I see and agree your choice. I love vinyl too! Going back to our previous question: the town you live in, Treviso, can offer enough opportunities for your creativity or do you find yourself more travelling in other places or cities?
Treviso offers nothing in terms of music. The one and only record shop where I used to buy vinyl is now replaced by a nail-reconstruction centre, to give an example.
This condition can be inverted though and seen as a point of favour: the lack of a “scene” gives me the strength to come in the studio every day and record being totally cut-off from external distractions, which is a cool thing for me and my mates.
Anyway, in this precise moment I feel like going back and living in Berlin again, where I already lived for one year in 2008, and feed my musical knowledge.

– Would you move to Berlin forever?
I’m thinking about studying Audio Engineering at SAE, they finally started English course at the Berlin school. That means I’d stay there at least 2 or 3 years.

– A very important choice, even about these kinds of studies, considering music it’s a risky world for work, don’t you think so?
I don’t believe so. There will always be a need for dancing and listening to music; it’s been like this for thousands of years and it’s absolutely necessary for our evolution. I don’t see why this should stop right now that I’m living. Am I too optimistic? (laughs)

– “Optimism is life’s flavour” said someone in a famous tv commercial; but one never knows, nowadays there are too many cards to play for every kind of thing ;). You are interested in Audio Engineering, but which was your initial approach to composition?
Yeah, you’re right.
About music composition, initially it was all very basic, I mainly used some shitty software.
With the passing of time I started studying classical and contemporary composition and I became literally obsessed with everything related to technology and electronic music.

– Speaking to you not so long ago we talked about how your tracks are heavily influenced by the use of hardware.
Which is the thing or the motivation that lead you towards the analog world?
The boredom. I bored myself way too much in front of a screen. I need to touch my instruments and feel that every corporeal movement I do corresponds to a sound change with a logical consequence. For example, if I open and close a filter I need to hear that something is actually happening right now, without the need to map controllers or to use a mouse. Other than that, the analog sound is quite impossible to reproduce.
Having said that, I don’t want to asperse the digital world which is fundamental for certain kind of things; I think about sampling, granular synthesis and so on.

– Is there a specific instruments that you love or prefer using in your studio?
My body (laughs). Jokes aside, this winter I’m going to be focused on the modular system.
It offers many sound possibilities and one can expand it endlessly.
There are plenty of interesting modules out there nowadays!

– I see; it’s a new world to discover…! What do you want to say to us about your future works or releases?
My first album is going to be released on November 26 through my digital label called Enklav, as you already heard.
On December the 4th I will release a 4-track EP on Non Series.
Then there’s Monday Night Records 001 in this same period more or less.
In 2013 there will be the most interesting things though, but I prefer not to talk about them right now. All I can say is that I’m going to open a third and definitive label where I’ll be very very selective.

– Why the idea about releasing an album? Have you got a particular concept or inspiration for that? There are many tracks in the album, my favourite it’s “Apply Within”.
The idea came because I recorded hundreds of tracks in the last two years and I felt the need to release them in order to see them under a different perspective and evolve myself.
In the case of the album “Apply Within”, I feel that as a compilation of tracks under the same mood, but chronologically it’s very disparate.
The homonymous track “Apply Within” is my favourite too, I guess the most true and introspective. I recorded that during a very interesting and particular period of my life.
I feel that all my future projects will follow this kind of sound, attitude and inspiration.

– Yes in fact one can hear a true difference in this piece, a kind of detachment from the others…
I’m happy you noticed this difference too.

– One opinion about the future of techno music?
As for the future of techno music, it’s a question I’m not able to reply to very precisely.
I can only give you my own impression about it; I hear many records out there, mine included, that sound like a remake of early techno I would say.
It’s not bad at all but I personally will search for evolution now. I think I’ll look for a more intimate, introspective and communicative kind of music than a techno tightly related to the peak time.

– Thank you for this interview and for giving us your impressions and opinions.
Thank you Matteo and DifferentGrooves, ciao!

Interview by Matteo Pitton

 

Leave a comment