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“Container non ci abitua, ci vizia” scrivemmo in una nostra recensione qualche settimana fa. Abbiamo modo adesso di entrare ancora più in profondità, all’interno delle menti di chi questo progetto l’ha concepito, fatto nascere e tutt’ora lo alimenta. Connubio tra arte sperimentazione e innovazione.

Ciao ragazzi, benvenuti su Different Grooves.

Ciao a voi

E’ la prima volta per voi su Different Grooves, partiamo dall’inizio: parlateci el vostro approccio alla musica techno. Quali sono le vostre principali influenze musicali e quali tappe della vostra vita vi hanno maggiormente “segnato” musicalmente?

Container è il punto di fusione tra due diversi percorsi musicali. Uno nasce dalla scena underground romana dei primi anni 90, parliamo di acid, electro, techno,IDM, tante macchine e persone geniali. I grandi nomi romani hanno influenzato da subito le sue tendenze musicali, ampliate nel tempo grazie alla continua ricerca e sperimentazione.

L’altro percorso è un viaggio solitario e condiviso tra diversi generi di musica elettronica, dalla Minimal all’ Elettronica fino a sfociare con grande naturalezza nella Techno.

Non lo definiremmo semplicemente incontro, ma un percorso parallelo di influenze reciproche. L’attenzione di entrambi ricadeva fortemente su alcuni generi di techno contemporanea che uniti ai percorsi personali ha creato quella che potremmo definire la proposta musicale Container.

Abbiamo con piacere seguito dalla nascita il progetto Container. Volete portarci in profondità e descriverci nei dettagli quali sono le idee su cui si fonda?

Container è ricerca, cultura e sperimentazione.

Ricerca degli artisti e delle sonorità più interessanti nel panorama contemporaneo. Ricerca di una qualità del tempo dedicato al divertimento che lo renda stimolante e costruttivo per noi e per il pubblico che segue Container.

Ci interessa poi il risvolto culturale del progetto, siamo molto attenti alla produzione di contenuti complementari che apportino valore aggiunto alle diverse sfere della nostra attività. Recensioni degli artisti, audio e video podcast dei dj e vj con cui collaboriamo, foto e video report dei nostri eventi, analisi e approfondimenti dei progetti artistici e musicali destinati alla promozione delle figure artistiche coinvolte. L’intenzione è che tutto ciò costituisca uno stimolo per la conoscenza e l’approfondimento delle nuove tendenze artistiche contemporanee, sia per il pubblico che per noi.

La sperimentazione è il filo comune di tutte le nostre attività: dalla ricerca di novità nella scelta artistica delle line-up agli allestimenti scenografici, dalle rilfessioni sui concept grafici alle migliorie che quotidianamente cerchiamo di introdurre in ogni settore.

Partecipare a Container durante le serate ci ha dato modo di vivere delle esperienze audio/video fuori dal comune. Soffermandoci sulla parte relativa ai visual, saremo curiosi di sapere da dove provengono, come vengono selezionati e se c’è qualche particolare fonte d’ispirazione.

Idee, immagini e movimenti provengono dall’esperienza diretta. Viaggi, relazioni umane e Internet sono le principali fonti. lI materiale raccolto è poi organizzato e mescolato secondo una storia e un significato. Spesso riflessioni che contraddistinguono un periodo di vita personale si intrecciano e influenzano le produzioni. Il rapporto fra ragione e sfera emozionale; la relazione fra corpo e macchina, tra pensiero e movimento; l’introduzione di forme organiche negli strumenti tecnologici; la riproposizione della dimensione “micro” in quella “macro”, sono alcuni esempi di temi che hanno dato vita ailive visual proposti.

Ho appena finito di ascoltare il fresco Container_Podcast [30] prodotto da Tomz.db. Innanzitutto complimenti: lineare e in crescendo. Mentale e introspettivo inizialmente, possente, fino all’acid nel finale. Parlateci dei vostri set-up, e che rapporto avete con il vinile piuttosto che digitale.

L’impostazione nasce da differenti background dalla produzione live mentre l’altra deriva dal djing. Dalla collaborazione di queste due impronte si cercato di sviluppare un percorso comune, al momento esclusivamente digitale.

Voi che ne fate parte direttamente e con i vostri eventi state felicemente alimentando, cosa pensate della scena techno romana? Con quali altre realtà collaborate?

Assieme alle realtà con cui dall’inizio della stagione collaboriamo, siamo felici di poter dare il nostro contributo alla scena e crediamo che il panorama locale attuale abbia le carte in regola per proporsi ancora come luogo di produzione artistica in grado di offrire nuova linfa al pubblico e all’intrattenimento.

Le main guest della serata che concluderà la stagione invernale questo sabato (qui l’event FB) saranno il duo tedesco Ancient Methods e Dj Skirt, accompagnati da Max Durante, Conrad Von Orton e i due resident djs qui intervistati Tomz.db e Pneich: gli ospiti sono sempre stati ricercatissimi e la qualità della musica proposta elevata, come avviene la scelta artistica? C’è una figura tra di voi che si occupa della direzione artistica in particolare o c’è un confronto aperto nella decisione?

La scelta musicale deriva da un confronto quotidiano che può nascere da una sessione di lavoro con uno scopo specifico o da una semplice chiacchierata di piacere sulla musica e sulla scena techno. Condivisione, passione ed influenze musicali sono elementi fondamentali quando si tratta di scegliere la linea artistica.

Cosa dobbiamo aspettarci per la prossima stagione di Container? Qualche anticipazione da regalare ai nostri lettori?

Sono allo studio delle stimolanti novità per la nuova stagione, ma nessuna anticipazione. La volontà comunque è quella di proseguire l’attività coinvolgendo nuove realtà e ampliando l’orizzonte delle nostre collaborazioni.

Grazie della disponibilità, ci vediamo sabato!

Grazie a voi! A sabato!

Interview By FF

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