Dimensions Festival 2012 Review

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dimensions_final_line-upArriviamo verso le 12 del 6 settembre al Dimensions Festival a Punta Christo, circa 5 km a nord-ovest da Pola, Croazia.

L’idea è di passare 4 giorni di buona e nuova musica riaffermando però artisti già di fama e di qualità in un Festival di cui non puoi leggere recensioni, vedere photogallery o basarti su pareri altrui poiché è appena alla sua prima edizione. L’unica cosa che puoi fare è guardarti l’Outlook festival finito esattamente 3 giorni prima del Dimensions, allocato nello stesso suggestivo castello.

Dandoci una brochure illustrativa del festival con all’interno interviste, line-up, orari, regole da seguire, mappe ed informazioni legate alla struttura dei palchi e degli impianti audio ci rendiamo conto che inizia tutto stratosfericamente bene.

L’organizzazione e chi si occupa della gestione della location è molto socievole, cordiale e disponibile a qualsiasi richiesta nei limiti del rispetto. Nella prima serata abbiamo girato nella struttura per vedere ogni palco e sentirne almeno l’acustica, dopodichè ci siamo gestiti gli artisti al meglio delle nostre possibilità, tuttavia le lamentele riguardo una line-up strutturata non benissimo ce ne sono. La concentrazione di grandi nomi per la prima serata lascia l’amarezza di aver dovuto scegliere tra 2/3 o addirittura 4 stage. I big name del primo giorno sono per noi i seguenti: Little Dragon (Live), Mount Kimbie, Nicolas Jaar (Live), Four Tet (Live), Scuba, Shackleton, Surgeon, Sigha, Kode 9, Floaring Points, Kyle Hall, Koreless (Live), George Fitzgerald, Dark Sky – non poca roba!

Da subito notiamo che la parte di allestimento palchi ed i visual hanno un’importanza decisiva dando all’occhio un scenario alquanto affascinante.

L’affluenza e le file agli stage con 5 check dei pass per arrivare fino alle performance facevano perdere tempo alle persone e ad alcune farle innervosire, tuttavia è nello stile inglese ed essendo uno spazio relativamente complicato da gestire è accettabile.

Gli inglesi predominavano la location dando spazio ad altre nazionalità soltanto per un 15% secondo le nostre stime uditive.

Il secondo giorno avendo già visitato tutti o quasi tutti gli stage abbiamo deciso di sceglierci chi volevamo ascoltare e ci siamo mossi di conseguenza, provati dalla serata precedente ed avendo il giorno dopo per ora di pranzo un boat-party imperdibile, abbiamo deciso che sarebbe stata una nottata “tranquilla”, tuttavia…Carl Craig- 69 Live:  una maschera, un moog, una drum e il mixer fanno del caro vecchio Carl uno dei boss della electronic and techno music, tanto di cappello per un live sempre sulla cresta dell’onda, studiato, complesso e completo. Pecca per il soundsystem che risultava a mio avviso carente di medie frequenze… Gold Panda: per noi un eccentrico sound elettronico rappresentativo dell’artista stesso,a volte malinconico ma con un intriseca ritmatura delle tracce che fa ballare e pensare… è forte il ragazzo! Di seguito gli altri big della serata: Roman Flugel, Cassy, Space Dimension Controller, Pariah, Untold, Pangea, Pearson Sound, Boddika, Nathan Fake, Addison Groove, Machinedrum, Objekt.

L’8 settembre svegliandoci devastati dalle fatiche delle serate precedenti, guardando l’orologio scappiamo di casa come ladri verso il festival, o meglio verso L’ Elevate Boat Party.  Un’esperienza decisamente indimenticabile, la barca iniziava il suo tragitto e la musica comincia a salire di volume, in più l’eccitazione delle persone che dopo 1 ora erano come fratelli e sorelle davano un’atmosfera veramente calorosa. Seiji il migliore delle performance che con molti cantati è riuscito ad interpretare al meglio la situazione e mettere sulle bocche di tutti tanti e tanti sorrisi.

Usciamo dalla barca e ci dirigiamo al beach party per arrivare alla sera, lì un’atmosfera chill con mojito e “Strings Of” Life di sottofondo ti fanno veramente immaginare il festival nella sua totalità: divertente ed unico.

Andiamo a casa per una cenetta veloce e prepararci all’ultima nottata al forte. Incamminandoci per la via nel bosco verso la location ci rendiamo conto della sensazione che si ha quando ci si abitua ad una situazione, come quando si torna a casa in autobus o ci si prepara una pasta. Male… l’amarezza e la malinconia ci assale già prima della fine, questo tuttavia ci dà uno sprint in più e ci dà lo spirito per rendere l’ultima serata del Dimensions veramente indimenticabile, per ricordarla e pensarla anche alla fine di tutto.

Di seguito i big che si sono esibiti nella serata finale: 2562/A Made Up Sound, Ryan Elliot, Levon Vincent, Marcell Dettmann B2B Ben Klock, Mungolian Jetset (Live), Todd Terje, Alex Boman, Joel Mull, Motor City Drum Ensemble, Theo Parrish, Modymann, Sei A.

Diciamo che Todd Terje, con synth, groove e pienezza di sound fa ballare moltissimo e fainiziare la nottata molto bene. Quindi un Theo e Moody quasi fratelli di sangue fanno salire di qualità la serata, ballare e sorridere tantissimo. Come finale beh……. Dettmann&Klock portano il sound of BERGHAIN in Croazia, un set con un apice tra la seconda e la terza ora e uno scendere verso la fine che tuttavia rende adattissimo il momento: i muri del castello illuminati dal primo sole dell’alba, qualche stella e la luna ancora visibili nel cielo, due mostri che ridendo un sacco e suonando dischi come Inner City (Kenny Larkin Remix) fanno scatenare l’ultimo pubblico del festival facendo diventare quasi epici gli ultimi minuti di sound della notte ormai conclusa.

Un forte abbandonato con stages situati in posti paurosamente suggestivi, soundsystem studiati per ogni palco, luci, installazioni, visuals e una line-up da intenditori fanno del Dimensions uno dei eventi più interessanti dell’estate 2012 e che ti danno la possibilità di ascoltare nuovi generi e artisti, definendosi da subito come Underground Electronic Music Festival.

Confermato per il 2013 al 100% !
 

Report by Mitja Del Bono

 

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