Dreambeach Festival 2015 Day 1

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La terza edizione del Dreambeach Festival , svoltosi il 7 e 8 agosto a Playa de Villaricos, località balneare situata circa 100 km a nord di Almeria (Andalucia), ha registrato sicuramente numeri da capogiro, per un evento conosciuto principalmente nella penisola Iberica. Sono state registrate infatti oltre 100 mila presenze equamente divise nei due giorni dedicati alla nostra amata musica elettronica, nonostante le condizioni meteo davvero proibitive, considerati i 40 gradi Celsius ed un tasso di umidità che lambiva il 95 %.

All’interno del Recinto sono stati allestiti 4 stage (Stage Brugal, Dreams Tent, Open air San Miguel e Bull Stage) ciascuno dei quali dedicato ad una diversa sfumatura musicale, che hanno ospitato le performance di alcuni dei migliori artisti del palcoscenico internazionale.
Solo per citare alcuni tra i protagonisti del sontuoso Stage Brugal possiamo ricordare Fatboy Slim, Blaster Jaxx, Eric Pryde che hanno entusiasmato i più giovani fan dell’EDM, mentre per il filone Drumm&bass e Dubstep erano presenti nomi di spicco tra cui Spor e Neonlight.
Tuttavia non sono questi gli artisti che ci hanno fatto percorrere tanti km, infatti in base alle nostre esigenze musicali abbiamo fatto la spola tra il Dreams Tent casa base delle sonorità Minimal Tech e Underground messe in scena da Matador, Nina Kraviz, Pan Pot e Marcel Dettman, e il Bull Stage dimora della Techno made in Detroit con Derrick May, Carl Craig e Stacey Pullen.

Il nostro viaggio all’interno del Festival è iniziato intorno alle 23, quando, dopo aver sbrigato le pratiche di rito e aver ritirato il pass che consentiva l’ingresso alla manifestazione, ci siamo immediatamente diretti a sentire il duo spagnolo Marc Maya & Toni Varga, sempre sinonimo di allegria e spensieratezza. Le due colonne portanti del team targato EL ROW, party per eccellenza del clubbing iberico, non hanno tradito le aspettative, con le loro sonorità solide che trasmettono freschezza ed energia contagianti. Dopo una pausa necessaria, visto il clima torrido, nell’accogliente Vip Area, ci siamo spostati al Dreams Tent per assistere alla perfomance della producer & dj siberiana Nina Kraviz. Il sound unico e inconfondibile della vecchia scoperta di casa Rekids ha fatto letteralmente scatenare i migliaia di Dreamers per quasi due ore ininterrottamente.
Giunti a questo punto abbiamo deciso che non potevamo perderci uno dei più entusiasmanti live made in Detroit dei fratelli Burden aka Octave One. No computer, no cdj, solo analogico e tanta tanta classe, da far togliere il fiato, trasudando sempre una passione pura ed infinita per il proprio lavoro che letteralmente contagia il dancefloor. Dopo 90 minuti di divertimento sfrenato abbiamo deciso di concederci un break rigenerante, necessario per affrontare con il giusto mood il set del duo berlinese PAN POT. Il loro repertorio, sempre caratterizzato da ritmiche piuttosto decise e sonorità elettro, ha entusiasmato il pubblico presente che non ha smesso di saltare e ballare nemmeno per un istante. Conclusa questa performance avevamo deciso di concludere la nostra esperienza al Festival iberico, dirigendosi verso le sonorità Detroit del Bull stage che ospitavano le esibizioni in serie dei due pionieri americani Carl Craig e Stacey Pullen. Purtroppo però, il clima all’interno della tensostruttura loro dedicata era veramente insostenibile a causa del caldo umido che metteva a dura prova la nostra resistenza, pertanto abbiamo optato per fare ritorno al Dreams Tent dotato di un’area rialzata ad accesso limitato che consentiva di danzare con maggior energia. Qui ci siamo lasciati trascinare dalle sonorità di altri due mostri sacri del clubbing berlinese, Ben Klock & Marcell Dettmann, i quali dopo un set di un’ora ciascuno hanno allietato il finale con un entusiasmante B2B che si è concluso intorno alle 9 del mattino con il sole quasi già alto. Il resident del Berghain assieme all’amico di sempre, hanno sfoderato un’esibizione di altissimo livello evidenziato una sinergia dovuta ad una collaborazione che prosegue da parecchio tempo.

Siamo arrivati alla fine di questo tour musicale senza praticamente accorgercene, stanchi delle fatiche danzanti ma soddisfatti della assoluta qualità messa a disposizione dagli ideatori del Festival. Unica nota stonata riguarda a nostro avviso l’organizzazione, che, forse anche a causa della giovane età della kermesse, è stata poco curata nei dettagli. Siamo certi, visti i numeri raggiunti, che nei prossimi anni questo festival si attesterà nella top 10 del vecchio continente.

Federica & Luca

 

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