ELEVA 3.0 Review

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ELEVA 3.0 ADVANCED MUSIC MEETINGS // REGGIO EMILIA // ITALIA

 

THE END

 

Eleva 3.0 è finito, ed è già ora di guardare avanti.

La terza edizione è una tappa fondamentale per un festival che vuole guardare con un occhio critico al futuro del progetto: molte cose sono migliorate dall’anno precedente, una su tutte l’ approccio del pubblico al concetto di Festival, inteso come manifestazione di più giornate ricca di contenuti extra-musicali, come la danza, il cibo e le performance artistiche di vario genere.

A Reggio Emilia e, in generale, in gran parte d’Italia la cultura del festival di musica non è radicata come nel resto d’ Europa, ma sembra che, seppur lentamente e con sviluppi differenziati, anche nel nostro paese ci si stia muovendo in questa direzione.

Questa terza edizione ha visto partecipare un numero e una varietà di persone sempre più ampio, grazie anche ai numerosi contenuti offerti dal festival che hanno attirato un pubblico rilevante in quanto a numeri e ad interessi.

In tanti hanno vissuto il festival a 360° godendo delle aree Eleva Lounge allestite per le ore pomeridiane e serali, con diversi punti food presenti in tutti i meetings, ed in tanti hanno inoltre partecipato ai workshop proposti da Eleva Academy e ai numerosi eventi non ufficiali del circuito Eleva OFF.

Il tema di questa terza edizione era la distorsione collettiva (#acollectivedistortion) e sembra che il messaggio sia arrivato al pubblico, più o meno in modo diretto.

Un esempio lampante di opera d’arte collettiva l’hanno avuta i partecipanti del Meeting Rosso al Centro Loris Malaguzzi dove, l’ artista Emanuele Sferruzza (Hube), ha messo nero su bianco i desideri e i sogni dei partecipanti, all’interno del progetto #astag.

Oltre alla promozione artistica e culturale Eleva si pone anche come obiettivo focale quello della rivalutazione delle aree urbane (suggestive, simboliche, non convenzionali ed urbanisticamente problematiche).

Il concetto chiave prevede che tutti i contenuti artistici/musicali/visivi nascano e prendano forma con l’ aiuto dei luoghi nei quali questi vengono proposti ed esposti.

In questa terza edizione tutti i riflettori erano puntati sui silos dell’ Ex Mangimificio Caffarri, luogo storico del quartiere Santa Croce, da anni abbandonato e, per la prima volta, riaperto al pubblico sotto una nuova veste. Luci, colori, live visual e ovviamente musica hanno ridato vita per una notte ad un vecchio edificio e forse, un po’ a tutto un quartiere.

Ci sarebbero moltissime cose da raccontare, tantissimi particolari su cui dilungarsi e altrettanti momenti probabilmente indimenticabili per chi li ha vissuti, ma talvolta solo i numeri possono aiutarci a sintetizzare un evento di questa portata:

  • 10.000 partecipanti hanno preso parte al festival durante i 4 meetings e la Preview, e più di 350.000 persone hanno ricevuto notizie del festival tramite i social-network e il sito web ufficiale;
  • Oltre 21.000 bicchieri e 850 pietanze sono state servite;
  • Circa 32 ore di musica sono state suonate live e djset da parte di artisti nazionali ed internazionali;
  • Un collettivo di artisti a realizzato e proposto diverse ore di visual art e videomapping, mentre 8 artisti hanno partecipato alla Vj battle del primo meeting.
  • Circa 130 volontari hanno dato il loro prezioso contributo per la realizzazione del festival;
  • 78 media/network/institutional/technical partner hanno supportato l’evento ed oltre 185 articoli e contenuti, riguardanti il festival, sono stati pubblicati dai media;
  • 5 differenti location sono state toccate dai vari meetings;
  • 7 workshop e showcase didattici, per un totale di 22 ore, sono state offerti gratuitamente, durante il meeting rosso.
  • 14 stand sono stati allestiti per l’Eleva Market, caratterizzato da sponsor, new-products, handmade, e re-used, mentre 3 food corner hanno caratterizzato tutti gli eventi.
  • Nessun biglietto cartaceo è stato stampato ed utilizzato per la prevendita del festival.

 

Nonostante risulti riduttivo semplificare un evento come questo in termini di numeri è fondamentale capire quali siano i punti di forza di un evento così ricco di contenuti e quali invece i fattori su cui bisogna lavorare per ottenere risultati ancora migliori.

La solidità di un progetto come Eleva Advanced Music Meetings non può prescindere da quella che è la risposta finale del pubblico rappresentata dalle effettive presenze: passando dai 5000 utenti della prima edizione, 9000 del secondo anno, il trend in crescita si dimostra anche con la terza edizione che ha segnato più di 10000 presenze con un aumento dell’ 11%.

Anche la comunicazione web continua il suo percorso positivo aumentando il numero di contenuti, le piattaforme social utilizzate e ovviamente il numero di persone raggiunte, il tutto relegando ad uno spazio minore l’ uso di materiale pubblicitario cartaceo.

 

Eleva Advanced Music Meetings deve ringraziare i volontari, i docenti, i vigili del fuoco, il personale di polizia e di sicurezza, e i paramedici che hanno prestato servizio al Festival, garantendo l’ottimale svolgimento del festival.

Ringraziamento che comprende il Centro Internazionale Loris Malaguzzi e Reggio Children, l’Arci Reggio Emilia, il Circolo Arci Tunnel, il Comune di Reggio Emilia e la Regione Emilia Romagna che hanno messo a disposizione del Festival splendide location, supporto logistico ed istituzionale.

Il progetto Eleva, si dimostra anche in questa edizione, una sana e virtuosa iniziativa, che può portare giovamento all’intera comunità giovanile in prima battuta, e al turismo dell’intera area in seconda battuta.

Parte del merito va distribuito anche tra i vari punti vendita del territorio, i circuiti di vendita online, le pubbliche relazioni e tutti i partner tecnici, media e network che hanno contribuito attivamente alla realizzazione del festival e, senza il fondamentale contributo dei quali, non sarebbe stato possibile raggiungere gli eccellenti risultati ottenuti.

Docufilm Eleva Advanced Music Meetings 3.0 from Eleva Festival on Vimeo.

 

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