Francesco Tristano @ Teatro Miela

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Ci sono certe occasioni che difficilmente si ripetono nella vita: avere 1 dei migliori artisti del momento a 10, dico 10, minuti a piedi da casa. Sabato 13 maggio il teatro Miela, sotto la sapiente effigia della coop. Bonawentura, ha portato nella mia amata Trieste niente meno che Francesco Tristano. L’evento si incastra nella programmazione della rassegna Satierose (dedicata al compleanno di Erik Stie), settimana di mostre, dibattiti, proiezioni e serate musicali ed è sicuramente la serata di punta per quanto riguarda la musica elettronica.

Convocazione fissata alle ore 22, ci siamo e belli carichi: all’ingresso si chiacchera con amici ed addetti ai lavori locali, per un saluto ed uno scambio di opinioni che dopo 10 giorni di forzata clausura causa virus alla Dr. House Medical Division, mi fanno ricordare che esistono anche i rapporti umani personali, grazie anche l warm-up di Cannibal Selecter. Verso le 22:45 faccio una cosa che non mi è mai capitata in oltre 15 anni di onorata carriera nel mondo dell’elettronica: siamo in un teatro, è giusto che io mi sieda per ascoltare e che non stia in piedi come normalmente ad un serata di clubbing uno dovrebbe fare. Anche in questo c’è qualcosa di nuovo e particolare, l’approccio più adulto, maturo e meno festaiolo verso la musica elettronica.

Veniamo al dunque, il prologo si è di molto dilungato: qualche minuto prima delle 23 sale sul palco Francesco Tristano, accolto da un doveroso e caloroso applauso. I primi 15 minuti di performance sono musica d’ambiente pura, campionature nei parchi della catalogna (dove Francesco risiede) che vengono poi arrangiate in maniera sapiente, cercando di ricercare il suono della natura con la magica melodia del pianoforte. Il pathos comincia a salire in sala, al primo accenno di ritmica c’è subito un boato dal fondo sala e Tristano comincia a far salire i giri: vivremo un’ora intensa, dove le sue abilità di musicista faranno esaltare le qualità organiche e sonore del pianoforte e dei suoi derivati più moderni meglio noti come sintetizzatori. Molte le tracce del suo ultimo album uscito a fine 2016, riesco a riconoscere The Mentor, Pacific FM ed Esotheric Thing . La parte centrale è uno sviluppo dei cut delle parti ritmiche delle sue ultime tracce, in cui Francesco gioca molto con gli effetti e sfrutta la modularità del suo controller per “strippettare” un po’ con varie melodie; prosegue la performance con la folla che lasciato in abbondanza i posti a sede per stiparsi sotto il palco dove l’artista ha preso bene  pubblico che ormai è un bel gruppo di braccia al cielo e voglia di basso. Gran finale come da copione: la chiusura non poteva che essere dettata da un assolo riadattato e riarrangiato di ciò che ha resto famoso nel mondo nell’elettronica Francesco – eccovi servita Strings Of Life.

Si scatena l’applauso generale, dopo una doverosa mini ritirata dietro le quinte, rientra l’artista per il bis (e chiamiamolo come si deve, basta con l’osceno “metti l’ultimo”), la palla passa a Jazza (Electrosacher) che delizierà ancora la platea con gustosissimi beat marcati, chiudendo alla grande una bellissima serata di musica elettronica nella più orientale delle città del bel paese.

I complimenti vanno a Bonawentura per l’ottima organizzazione, per il teatro Miela che più di ogni altra si adatta come location per questo tipo di eventi e per tutti coloro che hanno partecipato, dimostrando che Trieste non è solo porzina e kren, ma anche cultura d’avanguardia.

 

Report by Gill

 

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