Intervista a Marvin & Guy

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Ciao ragazzi e benvenuti su Different Grooves

Ciao a voi e a tutti i lettori di Different Grooves, è bello fare un intervista in italiano ogni tanto.

Pariamo dalle vostre radici: come nasce il progetto Marvin & Guy?

Il progetto M&G nasce parallelamente ad Apartment, il party/format che abbiamo lanciato nel 2011. Suonando già insieme agli eventi APT a Parma ci siamo detti “perchè non provare a concretizzare ulteriormente il fatto di collaborare?” quindi intorno a Novembre 2012 abbiamo dato il via a Marvin & Guy.

Perchè Marvin & Guy? Sembra evidente un richiamo ad un’icona della musica funky come Marvin Gaye…

Inizialmente era un “proviamo a vedere se funziona” successivamente è diventato a tutti gli effetti il nostro lavoro. Siamo partiti da semplici, ma efficaci, edit Disco e Boogie ma poi, si sa, che per avere il salto di livello devi focalizzarti su produzioni originali, e così abbiamo fatto.

Siete un nome imporatnte nel billing di ELEVA: cosa vi aspettate da questa manifestazione?

Come dicevamo qui sopra siamo partiti dai Disco edit, questo perchè siamo sempre stati due amanti e cultori della musica Soul – Funk – Disco – Boogie (tant’è che Apartment era a tutti gli effetti un Disco Party che voleva prendere spunto dal The Loft a NYC di David Mancuso negli anni 70). Se citi questi generi musicali ovviamente Marvin Gaye era uno dei massimi esponenti della musica “black”, noi ci siamo quindi limitati a prendere il nome estorpiarlo, tutto molto semplice, non ci sono storie o aneddotti pittoreschi intorno al nostro nome, come tanti possono pensare.

Quali sono i prossimi progetti discografici in pancia?

Essendo di Parma seguiamo Eleva dal principio, ed è bello vedere che anche in una zona che sembrava morta ormai (parlando di musica elettronica) come l’Emilia c’è invece ancora uno spiraglio con l’avvento di Eleva. Proviamo anche un po di invidia perchèvediamo ancora una volta Reggio Emilia che supera la nostra Parma per iniziative e voglia di fare qualcosa di nuovo per la zona. Inoltre non suoniamo in casa come M&G da tanto tempo e questo ci fa ancora più piacere perchè abbiamo tanti amici, anche di infanzia, che non vedono l’ora di venire ad ascoltarci per la prima volta in assoluto.

Cosa pensate della scena italiana ed in particolare di quella emiliana/romagnola in questo particolare contesto storico e di mercato del mondo della notte?

Uff, ci sono tante cose che stanno bollendo in pentola: il nuovo Hivern Discs, la release su Permanent Vacation, un progetto di ristampe insieme ad un nostro compaesano che sta girando il mondo grazie alle sue capacità e doti da dj e label manager, una serie di uscite di soli edit (generici, non disco e basta) che faremo noi insieme a tanti amici e nomi grossi della scena internazionale, poi altre cento cose più o meno, motivo per cui siamo molto contenti !

Grazie ragazzi, è stato un piacere spendere un po’ di tempo con voi!

È una di quelle domande che ci poniamo anche noi spesso e volentieri da qualche tempo a questa parte. In Italia la situazione a nostro avviso é, a malincuore, piuttosto critica sotto certi aspetti mentre sotto altri molto viva ed interessante. In Emilia ci sono davvero dei djse produttori bravissimi, con una cultura musicale infinita e tanti di loro sono anche nostri amici, ma notiamo da tempo che la maggior parte di loro tende solo a fare comunella non provando ad uscire da schemi scritti e pre impostati per paura di risultare scontati o “commerciali”, invece è esattamente l’opposto, sembra che sia una continua gara al “chi fa suonare meglio i dischi”. Puristi del vinile, puristi del suono perfetto, molto spesso notiamo che le tracks di casa nostra suonano perfettamente (meglio delle nostre ahaha) ma molte purtroppo rimangono li..non hanno l’appeal, l’idea, il dettaglio..sembrano quasi demo-tracks di un Synth fatte da un Ingegnere del Suono piuttosto che musica create da un artista che vuole trasmettere le proprie emozioni. Tecnicamente perfette ma piuttosto “astratte” e non ci sono reali idee innovative di base per fare in modo che qualcosa di concreto venga fuori, tante parole spese che non portano a nulla se non alla propria frustrazione evidenziata ulteriormente sui social network. Se non sei uno di loro non vieni considerato o vieni considerato in modo negativo, riflettendoci sembra realmente una setta musicale più che una scena e questo fa risultare il tutto molto ristagnante. Inoltre abbiamo avvertito una perdita di supporto, un disinteresse, da tanti di quelli che fino a 3 anni fa erano nostri amici, e ci rattrista molto umanamente parlando, perchè in fondo se un tuo amico e collega riesce ad uscire dal mucchio selvaggio quale è il mercato musicale, soprattuto in Italia per l’appunto, dovresti solo che essere contento per lui e supportarlo il più possibile, qui funziona esattamente in maniera opposta.

 

 

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