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Sono in aeroporto e non capisco bene quello che mi è accaduto in questo fine settimana, ma sento dentro di me emozioni forti e la netta sensazione di esser stato partecipe e in parte anche attore non protagonista di un evento che resterá nella storia. Sento il bisogno di stendere su carta virtuale (magico ipad mini) i miei pensieri, ma non è una recensione classica, dove descrivo tecnicamente un disco o un party. Perché appunto ho assistito ad un evento senza precedenti che mi lascerá qualcosa dentro per tutto il resto della mia vita…
Blade Runner, 1986
« Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi,
navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione,
e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser…»
Napoli, 2 febbraio 2013
«Ho visto tutta la famiglia di Joseph Capriati, in fin dei conti un ragazzo casertano di 25 anni, con un grande sorriso e con tanto affetto e amore verso tutto e tutti, ballare tutti uniti al ritmo del beat di Joseph.
Ho visto un’organizzazione che da 15 anni delizia il pubblico napoletano e campano, ma direi tutto il pubblico dell’italiaco stivale techno, festeggiare i tre lustri con un evento senza precedenti nella storia del music business sulla piazza partenopea.
Ho visto qualcosa che va oltre la definitiva consacrazione di un artista di fronte al suo principale pubblico, che da anni lo ama e lo segue in tutta Europa.
Ho visto 7 mila persone danzare sotto le gesta tecniche e musicali di Joseph Capriati.
Ho visto uno staff, dei soci, dei collaboratori: semplicemente una grande famiglia.
Ho visto Tech Napoli, che non puoi descrivere ne tantomeno riassumere in nessun modo, la devi solo vivere…»

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