Joao Ceser Interview | ITA

 •  0

By

Ciao Matteo e benvenuto su Different Grooves
Ciao!

Presentati al pubblico Italiano: come nasce la tua passione per la musica e dove si assesta oggi Joao Ceser?
Non saprei dirti come sia nata, ascolto musica da che ho memoria. So che la mia prima audio cassetta è stata il Rondò Veneziano – Venezia 2000. Ricordo perfettamente il giorno: avevo 4\5 anni ed ero in giro con i miei genitori in un parco divertimenti e in una vetrina vidi questa cassetta. Fu inspiegabilmente amore a prima vista: una sorta di colpo di fulmine, rimasi attratto dalla copertina che raffigurava una Venezia futuristica di sfondo ad una gondola con a bordo dei robot. Giustamente i miei rimasero sorpresi ma alla fine cedettero e mi comprarono la cassetta che mi piacque moltissimo, musica classica accompagnata da batterie potenti, copertina sci-fi… Era inevitabile che crescendo sarei diventato un nerd!
Oggi penso di essere quanto meno credibile nella scena musicale techno (ma sono la persona meno autoreferenziale che conosca). Faccio quello che più mi esce naturale senza pensarci troppo, a quanto pare sembra che faccia techno!

Toglimi una curiosità, come nasce il tuo acronimo artistico?
Negli anni ‘90 facevo i graffiti e “Ceser” era la mia TAG. Mi piaceva la sequenza di quelle 5 lettere, riuscivo a scriverle meglio di altre. Joao è arrivato successivamente, nei primi 2000. Studiavo batteria (all’epoca non sapevo che esisteva la 909, se l’avessi saputo non avrei studiato ma avrei schiacciato play!) ed ero molto interessato alle ritmiche latin jazz/bossa nova e decisi di creare quindi il mio alter ego unendo la mia TAG ad un nome portoghese classico “Joao Ceser”.

Sei analogico per definizione: racconti i particolari più nascosti del tuo rapporto, direi viscerale, con i synth e cosa cerchi di esprimere nei tuoi live?
Avendo un passato da “musicista vero” che ha frequentato e frequenta le sale prove e che “tocca” gli strumenti, ho sempre trovato difficile far musica usando strumenti virtuali. Ho bisogno di toccare con mano lo strumento; crei un legame vivo con quello che poi saranno le note che usciranno da esso. Il computer è un mezzo potente e non potrei farne a meno, ma se non avessi gli strumenti veri, sicuramente godrei meno nel fare musica.

L’analogico… Che dire in merito? Io uso un sistema di sintesi modulare per creare la mia musica e mi piace passare le ore a connettere i moduli tra loro, sentirli, viverli. Con il computer non si crea questo legame e poi diciamocelo: quanto suona bene il modulare e quanto fa figo?!
Tornando alla tua domanda, nei miei live cerco di essere semplicemente me stesso attraverso la mia musica.

Chi ha maggiormente influenzato le tue scelte artistiche e chi magari sta continuando a farlo?
Penso che “Il Rondò Veneziano” abbia avuto un ruolo determinante. Sono influenzato da molte cose diverse che c’entrano ben poco con quello che faccio. Ad esempio ascolto poca musica elettronica da club. Mi piace molto il metal, il jazz e la classica: Slayer, Chick Corea e Bach particolarmente. Un disco che mi ha particolarmente emozionato quest’anno è stato quello della colonna sonora di Interstellar, Hans Zimmer ha fatto una figata!

Come sei entrato in contatto con realtà internazionali quali Fool’s Gold, Tiptop Audio Records e Blood Music?
Avevo composto un brano assurdo utilizzando solo drum machines e distorsori ed ho pensato che la label idonea per la pubblicazione di un pezzo così, non convenzionale, poteva essere Fool’s Gold.
Sono andato sul loro sito, ho copiato l’indirizzo mail e gliel’ho mandato. Qualche tempo dopo mi scrisse Nick: “Hey! Ad A-Track è piaciuto il tuo pezzo! Lo vogliamo pubblicare, ti mando il contratto?”
Gli ho risposto “SI!”.

Per Blood Music ho aiutato Errboby e Trve a produrre il loro EP. Qualche tempo dopo averlo ultimato mi scrissero dicendomi “Joao, usciamo per Fake Blood, va bene?”e anche li risposi con un SI.

Con Tiptop è stato molto diverso. Con le pubblicazioni precedenti non avevo creato nessun tipo di legame affettivo con i gestori delle label, mentre qua partivo con un rapporto di amicizia con Piero e Thomas (Angle) che sono gli A&R dell’etichetta. Assieme a loro ho vissuto la nascita dell’etichetta e sono stato molto felice e sorpreso quando mi hanno chiesto di provare a fare dei brani per loro data la grande portata del progetto. E’ stato emozionante ed incoraggiante, soprattutto perchè stavo attraversando un periodo stressante. Molte etichette volevano produzioni musicali fatte su misura per quello che era la moda del momento, cosa che a parer mio è una STRONZATA.
Impedire ad una persona di esprimersi liberamente è una cosa inconcepibile tanto quanto il fare musica solo per vendere. Piero intelligentemente mi disse di fare quello che mi sentivo di fare e io ho composto “5th Dimension”.

Hai qualche anticipazione da farci a livello discografico? Quali le tue prossime uscite nei mesi a venire?
Molto presto uscirà un nuovo vinile con Tiptop Audio!

Cosa ti aspetti dalla tua prossima data del 21 novembre alla Masseria del Turco con i ragazzi di Φύση Music?
Spero di mangiare bene prima della serata, adoro la cucina del sud!
Se non mi faranno abbuffare troppo conto di passare una bella serata in leggerezza cercando di trasmettere positività attraverso la mia musica.

Domanda fastidiosa: il tuo nome è sicuramente riconosciuto a livello internazionale, ma molto meno a livello italiano: perchè? Credi che questa tua etichetta di artista underground non s’addice ad un panorama nazionale dove il mainstream è l’unico mantra professato da qualsiasi organizzatore o club.
Non saprei come risponderti. Io per primo non frequento e non ho una vasta cultura “clubbing”, quindi ignoro tutte queste dinamiche “fastidiose” per le quali in Italia io sono meno riconosciuto che all’estero. La cosa paradossale è che mi viene naturale fare la musica che faccio… Beata ignoranza!?

Cosa ne pensi, in generale, della scena italiana dell’ultimo anno?
Ascoltando poca musica da club e frequentando ancor meno i club non saprei cosa risponderti…

Grazie, è stato veramente un piacere!
Grazie a voi!

Interview by Gill

Tutte le info per l’evento alla Masseria del Turco con Function e  Joao Ceser qui

 

Leave a comment