Monegros Desert Festival 2012

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monegros-desert-festival2012Sabato 21 luglio 2012 si è svolto il più emozionante dei festival techno nel deserto spagnolo “Los Monegros”. Come sempre l’organizzazione è impeccabile: 3 tendoni e 2 open air che vedranno esibirsi più di 60 artisti pronti a farci ballare per oltre 20 ore di musica ininterrotta. L’atmosfera che si respira è incredibile e le persone che ti circondano sono sorridenti, uniti come noi dalla stessa inconfondibile passione: la musica elettronica. Come ogni anno i generi musicali all’interno del recinto desertico sono vari: si passa dalla techno, all’hardtechno, alla minimal, all’electro per giungere sino alla drum ‘n bas‘, all’hip hop e all’hardtek. A mio parere quest’anno è stato sacrificato qualche nome techno per dare più ampio spazio a generi come hardtek e frenchcore che non vengono assolutamente disdegnati dal pubblico spagnolo, spesso radicale nelle scelte musicali.

Il nostro viaggio inizia in Plaza Catalunya, dove abbiamo preso il pullman: direzione Fraga!

Dopo 3 ore e mezza di viaggio ecco che l’immensità del festival si concretizza di fronte ai nostri occhi.

La scena musicale al nostro arrivo è aperta da Ben Sims presso il Main Stage. Devo dire che non c’era modo migliore di iniziare il festival, anche se, personalmente, avrei preferito sentirlo durante la calda mattinata – momento top per i miei personali gusti (non sono una novizia al festival spagnolo!).

Finito Ben Sims decidiamo di restare nel Main Stage per ascoltare Adam Beyer, il quale non mi ha entusiasmato molto anche perché abbiamo notato qualche problema con l’impianto, dove le frequenze basse non vengono sprigionate a dovere.

Mentre attendiamo l’inizio dei Prodigy andiamo a bere qualcosa e ci rendiamo conto che la temperatura si è abbassata notevolmente, così decidiamo di vestirci; come nel più classico dei libri di geografia elementare, ecco che si materializza sulla nostra pelle la famigerata escursione termica: il deserto è noto per le sue temperature estreme, che passano dai 40° durante il giorno  ai 18° durante la notte.

Per il concerto dei Prodigy vediamo riempirsi il Main Stage, così decidiamo di stare un po’ più in fondo, dove ci rendiamo conto, con dispiacere, che l’amplificazione non riesce a raggiungerci purtroppo vista la massa abnorme di fedelissimi che affollano lostage; facciamo fatica a sentire le canzoni, sovrastate dalla musica proveniente dai tendoni vicini vista la nostra posizione non da prima linea. Per questo motivo decidiamo di dirigerci verso l’El Row Stage, secondo me quest’anno più bello del Main Stage per quanto riguarda l’impianto luci e audio, dove ascoltiamo Joris Voorn.

Ore 00.00 appuntamento immancabile con i Pet Trio (Pet Duo + Miss Djax) presso il Bacardi Tent, che ci hanno fatto scatenare per un ora e mezza. Che dire: fantastici!!! Non c’era modo migliore per scaldarsi dall’aria fredda della notte con il loro inconfondibile show.

Finito il set dei Pet Trio ci dirigiamo verso il nostro stage preferito di questa edizione del Monegros – ”El Row stage” per sentire la performance di Dubfire. Ore 2.30 ci spostiamo nel Main stage per sentire il set di Paul Ritch, seguito da quello di Paul Kalkbrenner. Quest’ultimo, nonostante l’anno passato mi avesse entusiasmato, l’ho trovato un po’ noioso, lento e con lunghi secondi di silenzio tra un brano e l’altro. Il live è finito alle 5 e 30 di mattina con le prime luci del sole.

Ore 5.30 immancabile appuntamento con Joseph Capriati presso l’El Row stage. Una sola parola per descrivere il suo set: TECHNO! Cosa dire, niente di meglio per dare inizio alla parte, a mio parere, più divertente del festival: la mattina desertica, con il sole che risorge e comincia a far picchiare i suoi raggi sopra le nostre già sudatissime e accaldatissime teste. Finito il super set del genio partenopeo, è l’ora del tanto atteso “El row show” con Paco Osuna, che ha creato un atmosfera incredibile e travolgente.

Durante il set dello spagnolo il sole è ben che salito in cielo e il caldo inizia a farsi sentire, ma a farci ballare senza pensare alla temperatura ci pensa un caloroso Marco Carola, seguito da un altrettanto caliente e sempre efficace Loco Dice.

Ore 11.00 pronti per la chiusura di Richie Hawtin. Personalmente mi aspettavo un set Techno a chiudere un festival come il Monegros, invece ancora una volta delude con sonorità scontate e asettiche, minimaleggianti e poco cariche di groove (come, a mio modesto parere, una situazione del genere avrebbe richiesto). Resta Richie, ma ogni tanto la critica è doverosa anche ad un mostro sacro come lui.

Nonostante ciò un’esperienza incredibile ed un festival di eccellente qualità che consiglio a chiunque sia un amante della musica elettronica: non sono ammessi deboli di cuore, il Monegros è e resterà un festival estremo!

 

Report by Giulia Zenari

 

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