Monegros Festival 2014

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Sono le 20:30 di sabato 19 luglio ed ha appena smesso di piovere, quando finalmente varchiamo i cancelli di questa tanto attesa ventesima edizione del Monegros Desert Festival. Il presagio di Giove Pluvio purtroppo renderà giustizia ad una line-up da molti preventivamente criticata, frutto di scelte meno romantiche e più economiche: ma giocoforza business is business, ed il periodo in cui viviamo non aiuta a fare i passionali dell’elettronica.
Appena entrati ci dirigiamo subito verso il Row Stage dove un immensa folla ci da il benvenuto sul beat di un Jamie Jones più in forma che mai: veramente un grandissimo artista ed uno start coi fiocchi!
Ci si aspettava qualcosa di più a livello di stage, trattandosi di uno dei grandi marchi di fabbrica della famiglia Enter Group, per il semplice fatto che è esattamente il medesimo dell’anno passato; analogamente anche le varie maschere ed animatori che ogni anno danno spettacolo fra uno stage e l’altro non contano grande innovazione: oco “refresh” quindi rispetto lo scorso anno,è indubbio che proprio su questo stage ci saremmo aspettati un occhio di riguardo trattandosi del ventenalle.

La spending review arriva fino a Fraga, e ne fanno le spese gli stage:sono sempre stati 4 ma da quest’anno divengono 3, e la time table purtroppo soffre questo ridimensionamento a livello di accoppiamenti e combinazioni degli artisti. Maceo Plex, Jamie Jones, Eats Everything, Loco Dice e Paco Osuna fanno ballare il serpentone desertico, con ampia affluenza di partecipanti fin dalle prime ore del Festival; la folla però declina artisti che onestamente hanno poco da spartire con il Monegros: a causa della scarsa qualità musicale fra Skryllex e Steve Aoki, ed un pò per il freddo pungente, la gente comincia ad andarsene; la situazione migliora però verso le ore 6, quando sale in cattedra Joseph Capriati ed assieme a Chris Liebing e Ben Sims riaccendono l’animo del festival e dei suoi partecipanti.

La maledizione di Giove Pluvio trova il suo gran final: lo sgomento dei partecipanti giunge all’apice con la chiusura della musica ben un ora prima di come annunciato dalla timetable, cosa a dir poco inusuale per un evento come il Monegros Festival. All’uscita dai cancelli, molte sono le persone che si lamentano: le aspettative erano ben altre per la ventesima edizione di uno dei maggiori festival europei, e probabilmente la scelta di puntare su alcuni nomi mainstream è stato un vero e proprio boomerang, oltre ovviamente ad un meteo ben poco clemente con le caratteristiche di una zona desertica.

Rammarico anche per la crew di Different Grooves presente, ma siamo certi che Enter Group, avrà modo fin da subito di rifarsi, e non resta altro che chiedere “vendetta” ogni sabato estivo allo Space di Ibiza.

Report by Sara Crevatin

 

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