Dadub “You Are Eternity” Review

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Artisti: Dadub
Titolo: You Are Eternity
Label: Stroboscopic Artefacts
Cat. #: SACD003
Formato: CD, digitale
Data di uscita: 18 febbraio 2013

Una recensione può esser frutto dell’enfasi provocata dalle grandi emozioni provate poco dopo aver ricevuto ed ascoltato la release prescelta nel giro di poche settimane, colti magari anche da un onda di entusiasmo che molte volte a livello mediatico accumuna i fan di un determinato sound raccolto sotto una certa etichetta o gruppo di artisti
A qualche mese di distanza dalla pubblicazione ufficiale, riprendere in mano come molte altre volte il cd promo e riascoltarselo tutto d’un fiato fa sempre un certo effetto ed è difficile negare a se stessi il vissuto di quel periodo e il fatto che proprio la musica incisa in quell’oggetto circolare di plastica è stato un grande aiuto per poter superare una situazione difficile.
Senza dovermi soffermare traccia per traccia, una cosa molto apprezzabile dell’album oltre all’evoluzione nello stile e nel sound proposta da Giovanni Conti e Daniele Altezza che manifestano i loro elementi più classici uniti ad elementi più innovativi (di carattere ambient, drone, industrial ed IDM) è l’ordine e la sequenza dei diversi brani che riguarda sia l’aspetto musicale e quello testuale (i titoli). L’album può essere spezzato in 3 diversi filoni da 4 brani. Nel primo, “Vibration”, “Truth”, “Life”, “Path” le songs sono più legate al sound tradizionale dei Dadub, fanno da introduzione tramite un continuo crescendo verso la parte centrale dell’album decisamente più energica e dura: “Circle (feat. Edit Select)” “Death”, “Transfer (feat. King Cannibal)” ed “Arrival” hanno un sound techno ed industrial, alternano momenti di pura adrenalina e di calma apparente. In chiusura “Unbroken Continuity”, “Experience (feat. Øe)”, “Existence”,  “Iridescent Fragment” compongono un outro più intima e meditativa dove attraverso sonorità più ambient e drone si ha modo di far placare il terremoto emotivo dei brani precedenti. Senza ombra di dubbio una dei migliori album pubblicati nel 2013.

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Review by Matteo Pitton

 

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