Tenax, Firenze | 17.9 Opening

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TENAX
stagione 2016/2017

Inaugurazione sabato 17 settembre
John Dimas, Julian Perez, Marco Faraone

Via Pratese, 46 – apertura porte ore 22:30
ingresso (vietato ai minori di 18 anni): 15/20€

Al via la stagione 2016/2017. Nell’edizione del suo 35° compleanno il Tenax rilancia il suo carattere unico e alternativo, offrendo un nuovo spunto di riflessione

Il Tenax si prepara a riaprire le porte. E la stagione 2016-2017, quella del suo 35° compleanno, promette già di non essere una stagione qualunque.
Lo si era già capito lo scorso 26 e 27 agosto, quando si apprestava a scrivere un’altra pagina della storia del nightclubbing: il Tenax diventava infatti il primo club europeo nella storia a sbarcare sull’isola di Cuba. Due serate alla Fabrica De Arte – un luogo che ha fatto la storia della cultura cubana – hanno visto protagonisti nella “Isla Grande” i resident Alex Neri e Marco Faraone. Un evento indimenticabile di cui si parlerà ancora per molto tempo.
Nella serata inuagurale prevista per sabato 17 settembre, proporrà nomi del calibro di Marco Faraone, Julian Perez e John Dimas, ma non si limiterà soltanto a questo.
Tenendo infatti conto della sua storia di club che da più di trenta anni vive e cresce culturalmente assieme al suo pubblico, non facendo compromessi nel trasmettere il proprio carattere unico e alternativo, il tenax offirà uno spunto di riflessione anche su alcune tematiche sociali.
Un nuovo concept grafico, contenente immagini di forte impatto, verrà diffuso per tutta la stagione 2016/2017. Si intitola All you can eat e si potrebbe riassumere così: ogni aspetto del nostro quotidiano è strutturato nel percepire un bisogno e di soddisfarlo il prima possibile per ridurre l’energia impiegata ad assimilare e conoscere qualsiasi cosa, che sia cibo, musica o un video per scoprire come riparare un elettrodomestico. Con la tastiera esprimiamo concetti in 140 caratteri, ascoltiamo musica in modalità shuffle nelle playlist e non dobbiamo conoscere tutti i brani di un disco, basta dire che lo si sta ascoltando, andiamo direttamente al brano che ci più ci gusta e dopo pochi secondi siamo pronti a saltare alla traccia successiva. Come per la musica queste considerazioni sono diventate il paradigma delle esperienze umane comuni. L’esempio per eccellenza è quando parliamo del cibo. Viviamo in un tempo in cui il cibo è diventato (nel bene e nel male) una vera e propria estensione estetica e simbolica della nostra immagine, un riflesso che trasmette una porzione di quello che vorremmo comunicare della nostra anima e della nostra personalità tramite una facile e veloce rielaborazione. Proprio sulla base di queste e altre considerazioni considerazioni, All you can eat si ispira all’arte unita alla non arte del Dadaismo dei primi del novecento, e andrà a rappresentare, per ogni serata Nobody’s Perfect, artwork con elementi alimentari uniti ad altri non alimentari.
La cultura del trangugiare ogni cosa ci porta a vivere passivamente l’arte, la catastrofe, il cibo, spersonalizzandoci e desensibilizzandoci, come se non provassimo nulla di fronte alla bellezza, alla tragicità, al nutrimento. Rischiamo di essere risucchiati dalla velocità del vivere rimanendo immobili a guardare la nostra immagine dentro al vortice, impotenti di fronte alla nostra fine. Il concept sembra semplice: produci, consuma, crepa. Ma in fondo non lo è, se pensiamo che il messaggio proviene da un club.
Ma ovviamente è la musica l’indiscussa protagonista del Tenax. Come precedentemente accennato ad aprire le danze nella serata inaugurale troviamo Marco Faraone. Il giovane talento toscano ha dato più volte prova del suo valore. Il suo modo di coinvolgere il pubblico ed il suo carisma sono unici e apprezzati in locali come il Panorama Bar, The Egg e Cocoon Club, party come Music on @ Amnesia e Elrow e festival come Tomorrowland e Bpm.
Insieme a lui in consolle altri due giovani talenti: John Dimas e Julian Perez, uno greco, l’altro spagnolo. Il primo si affacciò al mondo del djing grazie ad un progetto scolastico, nella sua cameretta di Salonicco, e da lì non si è più fermato. La sua house sensuale ed avvolgente ha già conquistato mezza Europa ed in particolare Berlino, dove si è trasferito.
Julian Perez è da sempre un appassionato di musica elettronica, sin dai primi anni ’90, carichi di quelle influenze di Detroit e Chicago che hanno fatto la storia, e proprio da queste si è lasciato maggiormente influenzare, fino a ridefinire e far evolvere il suo stile. Dopo varie uscite su etichette internazionali, nel 2010 fonda la sua Fathers & Sons Productions dedicata esclusivamente al vinile e grazie a questa nuova spinta diventa uno dei nomi più rispettati della scena.

L’artwork grafico di settembre è già online, con i suoi soldatini che combattono nella mollica rosa. La guerra alla banalità è iniziata.

 

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