The Clover Interview

 •  2

By

Ciao ragazzi, grazie per aver concesso l’intervista! Come ve la state spassando in questi giorni?
Ciao Matteo, ti ringraziamo per l’intervista prima di tutto. In questi giorni stiamo cercando di organizzare un piccolo tour in Europa e ci sta prendendo molto tempo, ormai da un anno siamo divisi tra Berlino e Firenze e questo ci rallenta un po’ in queste cose, ma la vita sarebbe noiosa altrimenti, o no?

Sono quasi passati due mesi dall’uscita dell’album, dopo aver ascoltato le tracce migliaia di volte in fase di produzione vi è più capitato di riascoltarle o di suonarle? Vi trasmettono sempre le stesse sensazioni o qualcosa di più?
L’album “Processes” rappresenta per noi la chiusura di un ciclo, dalla prima uscita su Ethique alle altre etichette che abbiamo toccato negli anni successivi, anni colmi di date ed esperienze in giro per l’Italia e l’Europa; evoluzione che abbiamo voluto consacrare con questo Album su Bosconi Records. Ogni traccia che è contenuta nell’album, sia nel Cd che le esclusive in digitale, è la sintesi di un periodo diverso di questi ultimi due anni e la soddisfazione più grande in questi mesi è toccare con mano la realizzazione di tutto questo che è il prodotto di una raffinata e minuziosa ricerca di dettagli; dalla copertina ad ogni singolo titolo delle tracce. Altra emozione altrettanto importante è proporre uno spettacolo live completamente nuovo con ampio spazio all’improvvisazione delle stesse.

Complessivamente vi reputate soddisfatti dalle reazioni e dall’interesse suscitato verso il vostro album?
Senza ombra di dubbio sì, la risposta è stata più alta delle aspettative. Non abbiamo mai vissuto la musica come lavoro ma come scambio di emozioni e per noi questo ultimo lavoro contiene molto più profondamente le nostre singole personalità dei precedenti, quindi è stata una vera e propria soddisfazione!

Vi siete conosciuti al liceo e durante questi anni avete avuto modo di percorrere assieme molti passi, facendo un salto indietro del tempo quali sono stati i fatti o momenti che hanno dato una scossa alle vostre scelte stilistiche?
Difficile sintetizzarlo, anche perché il titolo stesso dell’album rappresenta la nostra naturale evoluzione musicale e personale che ovviamente procede di pari passo. Quando abbiamo iniziato a produrre insieme ognuno di noi aveva un retaggio musicale diverso e ancora oggi la formula segreta è la contaminazione sincera legata dall’amicizia. Fenomeno senz’altro importante riguarda gli albori di Bosconi Records, conoscevamo Fabio ed Ennio già da qualche anno e quello che si stava creando a Firenze in maniera del tutto naturale in quegli anni ha gettato le basi per quello che è diventato oggi. Ci siamo spronati a vicenda, mettendo la musica in primo piano ogni giorno.

Siete stati (e forse lo siete ancora) dei clubbers affiatati? Quali sono stati gli eventi o i dj che vi hanno colpito particolarmente?
Lo siamo stati e lo siamo anche ora, forse siamo diventati solo più esigenti maturando. Senza dubbio gli eventi che ci hanno colpito di più sono il primo live al Tenax di Bruno Pronsato oppure la prima volta che abbiamo sentito Moodymann dj set al Nextech di Firenze, senza dimenticare quel grandissimo artista che è Kalabrese che gode di tutta la nostra stima sia artistica che umana, visto per la prima volta live con la band ad Elettrowave.

Parlando di produzione musicale, chi tra voi copre il ruolo del più tecnico e chi è il più eclettico?
In studio non ci sono ruoli prestabiliti, quello che succede quando ci ritroviamo dentro ad una stanza è difficile da spiegare razionalmente, iniziamo a suonare e registrare sessioni jam lunghe, dove spesso  entriamo in loop per ore. Poi cerchiamo di tirare fuori il meglio da quello che ne è irrazionalmente venuto fuori, cercando di renderlo più analogico possibile nel senso che mantenga quell’appeal d’improvvisazione, senza stravolgere le dinamiche o i suoni facendolo diventare una traccia “fatta a tavolino” in modo consequenziale.

Nelle vostre prossime uscite azzarderete di più e sperimenterete qualcosa di nuovo?
Sicuramente la ricerca e la sperimentazione è sempre stata la nostra passione e adesso che abbiamo messo un punto fermo siamo veramente pronti ad azzardare per tutto quello che abbiamo davanti e la voglia è veramente tanta, magari uscendo da quello che è concepito più “Club” che ci è sempre stato un po’ “stretto”.

Grazie ancora e in bocca al lupo per le vostre prossime uscite!
Grazie ancora a te per la disponibilità!

Interview by Matteo Pitton

Leave a comment