Time Warp Italy 2012 DG review

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twitaly_2012_picitaSone le 13 di sabato 29 settembre 2012. Partenza! Destinazione: Time Warp Italy presso la Fiera di Milano – Rho.
Lunga e piovosa è la strada che ci separa da uno dei più attesi eventi di questa stagione autunnale in Italia. Ravvivandoci con drink e shot, il viaggio verso la Fiera diventa quasi rapido, e giungiamo a destinazione. Sono le 20.30 e ci dirigiamo verso il ticket point. Entro pochi minuti, visto il veloce flusso delle persone, siamo già nel primo padiglione che ospita le sale numero 1, 3 e 4. Forte è stato l’impatto per il mix tra luci e scenografia, gli stessi della passata edizione svoltasi a Manheim, come la cosiddetta “grotta” che avvolge la Sala 1. La prima parte della serata la passiamo a capire com’è fatto il posto. Subito a fianco della Sala 1, sul lato sinistro, si trova la Sala 3 che con grande sorpresa si rivelerà la più affollata, nonostante i grandi nomi in chiusura. Subito alle spalle di questa, si giunge alla Sala 4, piccola ma accogliente. Un’ampia zona chillout open air ci divide dal secondo padiglione che ospita l’ultima ma non meno importante Sala 2. Depositate le nostre giacche anche il guardaroba, si aprono le danze nelle Sale 3, 2 e 1 tra Matthias Tanzmann, Premiesku, Pan Pot ed Ellen Allien. Subito si scalda la temperatura che ahimè non viene mantenuta dall’atteso Chris Liebing, l’unico che speravo tendesse di più verso la techno e invece sembra adattarsi all’ambiente più minimale della sala in cui suona. Sarebbe stato meglio una doppietta Liebing-Cox e Vath-Hawtin, piuttosto che sentire un Liebing così. Si capovolge completamente la situazione appena giunti a Loco Dice. Quasi un emozione vedere così tanta gente e così tanta buona musica da suscitare vibrazioni positive. Ma il caldo insopportabile ci porta a spostarci verso la Sala 2, dove ci attende Sven Vath che si presenta con uno dei suoi soliti set da paura “made in Time Warp” !
Quindi, si torna in Sala 1 per l’immancabile appuntamento delle ore 4 am con Richie Hawtin, che non entusiasmandoci più di tanto con un set quasi troppo monotono ci fa abbandonare la sala, alla volta delle prodezze “balistiche” di King Carl Cox. Restiamo qui per più di un ora e poi decidiamo di chiudere in bellezza con Marco Carola in Sala 3 dove la festa continua fino alle 7. Quando la musica finisce e le luci si spengono, non ci resta altro che passare alla luce solare del giorno ed incamminarci verso il pullman che ci attende per un durissimo rientro a casa.
Complimenti all’organizzazione e alla location. Che dire? Un’altra bella esperienza vissuta.

Report by Chicca & Sara

 

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